Validazione convergente e taratura su campione italiano della Balanced Emotional Empathy Scale

Data inizio
1 settembre 2004
Durata (mesi) 
24
Dipartimenti
Diagnostica e Sanità Pubblica, Scienze Umane
Responsabili (o referenti locali)
Meneghini Anna Maria

Base di partenza scientifica
La letteratura di stampo scientifico sull’empatia è attualmente concorde nel riconoscere a tale costrutto una natura multidimensionale, distinguendo due aspetti principali: l’empatia cognitiva, l’abilità di comprendere accuratamente le cose dalla prospettiva dell’altro (Hogan, 1969), e l’empatia emozionale, la tendenza a fare esperienza vicaria delle emozioni di altri (Mehrabian, Epstein, 1972). Sebbene nella genesi dell’esperienza i processi cognitivi ricoprano un ruolo importante, l’esperienza empatica resta primariamente un’esperienza affettiva. Suo aspetto peculiare è l’attivazione emotiva (Hoffman, 1987), senza la quale non si parla di empatia ma di role taking.
È necessario misurarle entrambe per quantificare il fenomeno nel suo complesso.
Considerando l’essere empatici una tendenza dell’uomo (per taluni innata) che si sviluppa nel corso della vita, è implicita la conseguente possibilità di definirne gradi diversi lungo un continuum. Nella realtà, individui classificabili come alissitimici (mancanza di capacità empatica) e individui eccessivamente empatici sono rari. Nella maggioranza dei casi ci si trova di fronte ad intensità intermedie che si suppongono legate a gradi e modalità differenziate di attivazione emotiva e responsività agli stimoli (Hodges, Klein, 2001).
In lingua inglese sono reperibili numerose scale, specifiche per la misura dell’empatia cognitiva, dell’empatia emotiva o di entrambe (scale multidimensionali), ma in lingua italiana gli strumenti disponibili non sono molti, soprattutto per soggetti adulti.
Spesso, inoltre, data la natura stessa del costrutto, essi risultano pesantemente affetti da bias di acquiescenza e desiderabilità sociale.
Mehrabian (1996a) allo scopo di costruire una scala che ne risenta in misura fortemente limitata ha proceduto ad una revisione della scala costruita con Epstein nel 1972. L’autore ha proposto un nuovo strumento di denominato Balanced Emotional Empathy Scale (BEES) con un ridotto bias di acquiescenza e desiderabilità sociale.
La scala si compone di 30 item che misurano la dimensione emozionale dell’empatia, o meglio, la tendenza di un individuo ad essere più o meno responsivo alle espressioni emozionali degli altri e a sentire e provare vicariamente i loro vissuti emozionali. 15 sono costruiti in modo tale che l’accordo ad essi è espressione di un grado elevato di empatia emozionale (formulati in senso positivo). I restanti 15 sono formulati in senso negativo: tale tecnica di bilanciamento ha lo scopo di controllare gli effetti indesiderati di acquiescenza.
La scala è stata tradotta nella lingua italiana (Meneghini, Sartori, Cunico, submitted) seguendo un percorso rigoroso e poi sottoposta a 28 soggetti per il pre-test, mostrando buone caratteristiche linguistiche. Rispetto alla versione originale la scala di risposta è stata ridotta a 7 livelli (da -3 a +3) rispetto ai 9 della versione inglese.
In una terza fase è stata somministrata ad un campione di 623 soggetti: le analisi fattoriali esplorative/confermative e l’analisi della struttura (i modelli di Rasch) hanno prodotto dimensioni molto vicine a quelle della scala in lingua originale.
Infine, l’applicazione della stessa, in condizioni di anonimato, insieme a 9 item della Scala di Desiderabilità Sociale di Marlow-Crowne a 204 soggetti, ha permesso di evidenziare che anche la versione italiana scoraggia risposte di tipo acquiescente e che gli effetti di desiderabilità sociale sono contenuti (Sartori, submitted).

Obiettivi
Come prosecuzione del percorso d’adattamento della BEES in lingua italiana, obiettivi della presente indagine sono:
·validazione convergente dello strumento – obiettivo 1
·definizione delle norme relative alla popolazione italiana (taratura) – obiettivo 2

Procedura
·Somministrazione della BEES contestualmente all’Indice di Reattività Interpersonale (IRI) di Davies (1983), questionario che misura la disposizione empatica in alcune aree di comportamento fornendo due indici separati di valutazione: un indice della capacità cognitiva e di perspective taking del soggetto e un indice della sua reattività emozionale. È il questionario in lingua italiana più utilizzato per misurare la responsività empatica in soggetti adulti (Bonino, Lo Coco, Tani, 1998). Le due scale verranno somministrate ad un campione di 200 soggetti (obiettivo 1)
·Costruzione di un supporto informatico per la somministrazione on-line della versione italiana della BEES. Numerosi sono i lavori pubblicati negli ultimi anni in questo campo. Il vantaggio del web per la somministrazione e la validazione di tests psicologici risiede nella possibilità di raggiungere un vasto numero di soggetti. La validità di tale approccio – così come le aree di implementazione (Jan Van Veen, Bulthoff, Givaty, 1998) – è stata caratterizzata (Smith, Leigh, 1997). In particolare, revisioni critiche delle ricerche via-web (Felkey, Buring, 2000), raccomandano l’utilizzo della rete per valutazioni dove il numero degli item non sia elevato, come è il caso della BEES. Problemi come l’identità del soggetto ed il rischio di duplicazione del dato sono oggi limitati nei principali software disponibili (es. www.surveymonkey.com)
·Somministrazione in forma on-line e cartacea della versione italiana della BEES ad un campione sufficientemente ampio di soggetti reclutati sul territorio nazionale (obiettivo 2)

Risvolti pratici
Attualmente le ricerche sull’empatia, ove si renda necessaria la misurazione dell’aspetto emozionale ricorrono alla scala costruita da Mehrabian ed Epstein. Tale scala, tuttavia, è carente come strumento di valutazione a causa dei bias di acquiescenza e desiderabilità sociale. Le prove effettuate sulla versione italiana della BEES, invece, attestano che tale strumento produce un punteggio osservato più vicino a quello vero. Una volta terminato il percorso di validazione e taratura, sarà disponibile anche nella nostra lingua uno strumento self-report per la misura l’empatia emozionale con maggiori requisiti di oggettività.

Bonino S., Lo Coco A., Tani F. (1998), Empatia. I processi di condivisione delle emozioni, Giunti, FI.
Davis M.H. (1983), Measuring individual differences in empathy: Evidence for a multidimentional approach, Jour. of Personality and Social Psychology, 44, p. 113-236.
Ellis B., Symons D. (1990). Sex differences in sexual fantasies: An evolutionary psychological approach. Jour.l of Sex Research, 27, 527–555.
Felkey B.G., Buring S.M. (2000), Using the Internet for research. Jour. of the American Pharmaceutical Association, 40, 546-53.
Hodges S.D., Klein K.J.K (2001), Regulating the costs of empathy: the price of being human, The Jour. of Socio-Economics, 30, p. 437-452.
Hoffman M.L. (1987), The contribution of empathy to justice and moral judgment, In N. Eisenberg, J. Strayer (Eds.), Empathy and its development, Cambridge University Press, New York, p. 47-80.
Hogan R. (1969), Development of an empathy scale, Jour. of Consulting and Clinical Psychology, 33, p. 307-316.
Jan Van Veen H., Bulthoff H., Givaty G. (1998), Psychophysics using the Internet: An evaluation. Perception, S27, 179.
Mehrabian A. (1996a), Pleasure-Arousal-Dominance: A general framework for describing and mesasuring individual differences in temperament, Current Psychology: Development, Learning, Personality, Social, 14 (4), p.261-292.
Mehrabian A. (1996), Manual for the Balanced Emotional Empathy Scale (BEES), unpublished.
Mehrabian A., Epstein N. (1972), A measure of emotional empathy, Jour. of Personality, 40, 525-543.
Meneghini A.M., Sartori R., Cunico L. (submitted), Adattamento e validazione su campione italiano della Balanced Emotional Empathy Scale di A. Mehrabian
Sartori R. (submitted), Acquiescenza e desiderabilità sociale nella versione italiana della Balanced Emotional Empathy Scale (BEES) di A. Mehrabian.
Smith M., Leigh B. (1997), Virtual subjects: Using the Internet as an alternative source of subjects and research environment, Behavior Research Methods, Instruments, and Computers, 29, 496–505.

Enti finanziatori:

Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento

Partecipanti al progetto

Cristiano Chiamulera
Professore ordinario
Laura Cunico
Anna Maria Meneghini
Professore associato
Riccardo Sartori
Professore associato

Attività

Strutture

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