Studio su batteri patogeni responsabili di malattie a trasmissione idrica presenti nel Lago di Garda: approccio biomolecolare per la loro identificazione e per lo studio dei mecccanismi della loro sopravvivenza. (2000)

Data inizio
1 gennaio 2000
Durata (mesi) 
24
Responsabili (o referenti locali)
Canepari Pietro
URL
MM06401917_001
Parole chiave
MALATTIE A TRASMISSIONE IDRICA;DIAGNOSTICA MICROBIOLOGICA;BATTERI IN STATO VITALE MA NON COLTIVABILE (VBNC);BIOLOGIA MOLECOLARE;SOPRAVVIVENZA BATTERICA;PATOGENICIT? BATTERICA

L'acqua rappresenta una via molto efficiente di trasmissione di malattie infettive, primariamente, ma non solo, a carico del tratto gastro-intestinale. I parametri principali di valutazione della qualità microbiologica delle acque destinate alla balneazione o alla coltivazione di frutti di mare sono rappresentati dagli indicatori di inquinamento fecale e, ove necessario, la ricerca di specifici patogeni. Negli ultimi anni i saggi tradizionali utilizzati per il controllo microbiologico delle acque sono stati oggetto di critiche molto severe mosse da più parti per la loro presunta inadeguatezza alla tutela della salute dell'uomo. Una critica deriva dalla dimostrazione che gli organismi dello zoo- e del fito-plancton presentano una cospicua popolazione microbica adesa e possono fungere da serbatoio di batteri patogeni. Un'altra critica che viene mossa ai metodi microbiologici tradizionali deriva dalla recente dimostrazione dell'esistenza dello "stato vitale ma non coltivabile (VBNC)", una strategia sviluppata dai batteri eutrofi per sopravvivere in condizioni non favorevoli. Batteri in questo stato, apparentemente perdono la capacità di formare colonie sui convenzionali terreni di coltura ma mantengono la propria vitalità e la capacità di ricrescere in opportune condizioni. Un altro aspetto interessante di questo fenomeno è la dimostrazione che le cellule VBNC, almeno di alcune specie, mantengono le caratteristiche di virulenza. Di conseguenza è probabile che nell'ambiente naturale le forme VBNC siano predominanti e costituiscano, non essendo rilevabili con i metodi colturali in uso, una seria minaccia alla salute pubblica. Sulla base di questi risultati è evidente che le misure per il controllo dell'acqua non possono basarsi solo sui metodi tradizionali ma debbano considerare nuovi approcci analitici per meglio proteggere la salute dell'uomo. Dal confronto, in uno studio di 18 mesi, dei batteri coltivabili presenti in campioni di acqua e plancton raccolti nel Mar Adriatico, Mar Ionio, Mar Tirreno, Mar Ligure e nel Lago di Garda, valuteremo il ruolo del plancton come serbatoio di batteri indicatori di inquinamento fecale e di patogeni responsabili di malattie a trasmissione idrica. Inoltre per valutare l'importanza delle forme VBNC nelle nostre acque, svilupperemo metodi molecolari (PCR-quantitativa, RT-PCR, RT-PCR-competitiva) per il loro rilevamento sia in forma libera che adesa al plankton. Saranno anche valutate le caratteristiche di virulenza di patogeni in stato VBNC indotto in laboratorio e di cellule in tale stato di campioni ambientali. Infine verrà analizzata nel dettaglio la rivitalizzazione di cellule in stato VBNC in sistemi sia in vitro che in vivo, con l'obiettivo di documentare in modo inequivocabile il ruolo della riattivazione batterica da forme VBNC nel ciclo di infezione dell'uomo e degli animali da parte di batteri patogeni responsabili di malattie a trasmissione idrica.

Enti finanziatori:

Ministero dell'Istruzione dell'Università e della Ricerca
Finanziamento: assegnato e gestito dal Dipartimento
Programma: COFIN - Progetti di Ricerca di Interesse Nazionale

Partecipanti al progetto

Marzia Boaretti
Ricercatore
Pietro Canepari
Cultore della materia
Maria Del Mar Lleo'Fernandez
Professore associato

Attività

Strutture