Si conclude a Milano il 42° Congresso annuale dell’International Society for Pharmacoepidemiology (ISPE) che ha visto l’università di Verona protagonista

Dal 29 agosto al 2 settembre 2026 Milano ha ospitato il 42° Congresso annuale dell’International Society for Pharmacoepidemiology (ISPE), società scientifica internazionale di riferimento per la farmacoepidemiologia, la disciplina che studia come i farmaci vengono utilizzati e quali effetti producono nella pratica clinica reale. Coordinatore scientifico del congresso è stato il Prof. Gianluca Trifirò, Professore Ordinario di Farmacologia e Direttore della Scuola di Specializzazione in Farmacologia e Tossicologia Clinica dell’Università degli Studi di Verona. Un lavoro organizzativo durato circa un anno e che ha coinvolto, oltre al gruppo di ricerca all’Università di Verona, anche numerosi ricercatori ed esperti internazionali.

L’evento, ospitato per la prima volta in Italia, ha rappresentato uno dei più importanti appuntamenti scientifici internazionali del settore. Il congresso, dal titolo “Unlocking the Power of Pharmacoepidemiology to Improve Patient Health”, ha riunito a Milano circa 1.800 professionisti provenienti da numerosi Paesi, tra ricercatori, clinici, data scientist, rappresentanti delle autorità regolatorie e delle istituzioni sanitarie, professionisti dell’industria farmaceutica e rappresentanti delle associazioni dei pazienti. Particolarmente rilevante è stata la partecipazione della comunità scientifica internazionale, con 1.865 abstract sottomessi, il numero più alto mai registrato nella storia del congresso. Un dato che testimonia la crescente importanza della farmacoepidemiologia e della Real-World Evidence, per comprendere meglio l’uso, l’efficacia e la sicurezza dei farmaci.

Nel corso del congresso si sono svolte 42 sessioni di presentazioni orali, 28 simposi e workshop, 3 sessioni plenarie e più di 1.400 poster, con contributi provenienti da tutto il mondo. Tra i principali temi affrontati vi sono stati la valutazione della sicurezza e dell’efficacia di farmaci e vaccini nella pratica clinica, l’utilizzo dei dati sanitari real-world per supportare le decisioni dei clinici e delle autorità regolatorie, nonché lo sviluppo di metodologie sempre più rigorose per condurre studi osservazionali in grado di produrre evidenze affidabili a supporto della salute dei pazienti.

L’evento ha inoltre contribuito a rafforzare il ruolo dell’Università di Verona nel campo della valutazione del rapporto beneficio-rischio e dell’appropriatezza d’uso dei farmaci attraverso i dati real-world. Il congresso ha rappresentato anche un’importante occasione per consolidare la rete di collaborazioni tra università, istituzioni, autorità regolatorie e gruppi di ricerca di diversi Paesi, creando nuove opportunità per lo sviluppo di progetti multicentrici e iniziative scientifiche condivise.

«Ospitare per la prima volta in Italia il congresso annuale dell’ISPE è stato un risultato importante per tutta la comunità scientifica italiana che opera nel campo della farmacoepidemiologia e un riconoscimento significativo per il nostro gruppo di farmacovigilanza e farmacoepidemiologia dell’Università di Verona. La grande partecipazione e la qualità dei contributi hanno confermato quanto questa disciplina sia oggi importante per comprendere meglio l’utilizzo, la sicurezza e l’efficacia dei farmaci nella pratica clinica. Il congresso è stato inoltre un’occasione preziosa per rafforzare il dialogo con ricercatori e istituzioni di tutto il mondo e porre le basi per nuove collaborazioni e progetti internazionali», ha commentato il Prof. Gianluca Trifirò.



Didascalia foto: Prof. Gianluca Trifirò e ricercatori dell'università di Verona che sono stati coinvolti nella moderazione di sessioni, simposi, preconference courses, presentazioni orali e poster

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